Archivi annuali: 2016


Run, Forrest, Run!

Ho trovato un bell’articolo sulla corsa dal sito de Il Post che mi ha fatto ricordare quando, poco più che ventenne, vedevo correre per le vie di Chiusi il mitico Roberto Papalini.

Correva di brutto, senza I tanti orpelli ai quali siamo abituati oggi.  

Me lo ricordo in pantaloncini e maglietta di cotone inzuppata di sudore, oppure con una felpa grigia tipo “Rocky Balboa”. E ricordo anche che sembrava strano e ci si chiedeva chi glielo facesse fare.

Ecco per me è stato lui il precursore, e molti anni dopo quando ho iniziato a correre, l’esempio al quale ispirarmi.

 

Leonardo

 

 

 

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CULTURA, 26/05/2016

 

Quando correre è diventato cool

Il jogging non è sempre esistito: i primi a correre per strada venivano presi per matti, e i tapis roulant si usavano per punire i carcerati

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Chelsea e Bill Clinton, negli anni Novanta a Edgartown, in Massachusetts (STEPHEN JAFFE/AFP/Getty Images)

Da qualche decennio per moltissimi è piuttosto comune andare a correre di tanto in tanto, per passione o perché fa bene: è persino diventato qualcosa di cool, alla moda. Si va a correre con scarpe e vestiti di marchi importanti, comprati apposta, e spesso si corre ascoltando musica e tenendo il conto di chilometri, minuti, pendenze, battiti e ritmi con un contapassi, un braccialetto che faccia da tracker o lo smartphone attaccato al braccio. Insomma, correre non è più parte dell’allenamento per un altro sport: è uno sport. Fino a qualche decennio fa, però, la corsa fine a se stessa era considerata una cosa strana: non si “andava a correre”, i parchi servivano solo per passeggiare e alla corsa erano attribuiti significati diversi e meno nobili. Poi, negli anni Sessanta, qualcuno si inventò il jogging.

L’invenzione del jogging

La parola jogging deriva dal verbo inglese to jog – andare avanti a balzi – e da qualche decennio significa, in breve, correre a passo lento o medio. Il jogging è, per essere più tecnici, un esercizio aerobico, di quelli che non dovrebbero far venire il fiatone: una distinzione non ufficiale ma piuttosto condivisa è che se si corre a un ritmo superiore ai sei minuti per chilometro si sta facendo jogging, se si va più veloci si sta correndo. Fare jogging diventò popolare negli anni Sessanta e il merito è di Bill Bowerman, che al tempo allenava la squadra di atletica leggera dell’Università dell’Oregon.

Bowerman si appassionò al jogging dopo un viaggio in Nuova Zelanda in cui incontrò Arthur Lydiard, un altro allenatore, considerato il vero inventore del metodo. Si dice che Lydiard riassumesse il concetto alla base del jogging con l’acronimo LSD: Long Slow Distance, una lunga distanza, ma percorsa piano. Bowerman si stupì di quanto bene andassero gli atleti di Lydiard che si allenavano correndo tanto e lentamente e decise di portare quel concetto negli Stati Uniti, dove nel 1966 pubblicò il libro Jogging, in cui iniziò a parlare dei benefici della corsa lenta, non solo per gli atleti.

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La foto in copertina di Jogging

Nel 1968 il New York Times pubblicò un articolo su quegli strambi individui che correvano nel loro tempo libero e nello stesso anno il Chicago Tribune dedicò un’intera pagina a un articolo intitolato “Jogging: il nuovo modo di stare in forma“. Iniziava così:

Ogni giorno alle 6.30 del mattino John Rieben, un dirigente di 33 anni, si mette un paio di sneakers, indossa un po’ di vecchi vestiti, sguscia fuori di casa, e poi si mette a correre per Lincoln Park. Quando raggiunge il suo obiettivo si gira e corre fino a casa. Lo sta facendo da cinque mesi, con gran divertimento di amici e vicini, che vedono come una cosa folle il fatto che un adulto si metta a correre, e vedono questo suo rituale come una stupida perdita di tempo.

 

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Per l’articolo furono intervistate anche altre persone – tutti uomini – con la stessa abitudine, descritta come strana e bizzarra. Tutti spiegarono che correvano la mattina perché farlo di sera sarebbe stato percepito come sospetto: Vox ha raccontato che non era infrequente per i primi jogger essere fermati dalla polizia e multati per “uso improprio del marciapiede”, o cose simili. Rieben e gli altri precursori furono tra i primi a percepire la corsa come qualcosa di simile a quello che è oggi, ma una spinta piuttosto importante alla sua diffusione arrivò da un altro oggetto che fino a pochi anni prima aveva un significato completamente diverso: il tapis roulant.

I tapis roulant

Gli antenati dei tapis roulant erano in pratica dei mulini (in inglese si chiamano treadmillmill vuol dire “mulino”) che sfruttavano il movimento di persone o animali per far girare macine e in generale per produrre energia. Per gran parte dell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento, nelle prigioni si potevano trovare dei mulini azionati dal movimento di persone, che venivano usati per far sì che i carcerati producessero energia attraverso la corsa. Erano una forma di punizione e una delle attività che toccava fare a chi era stato condannato ai lavori forzati. Nel 1895 il Chicago Tribunepubblicò un articolo sugli anni passati in carcere da Oscar Wilde, condannato per sodomia, e scrisse che il mulino era «il grande spauracchio del carcerato inglese».

 

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Un’illustrazione del 1850 che mostra il famoso mulino nella prigione di Brixton, a Londra (Getty Images)

Il primo tapis roulant per uso domestico fu brevettato nel 1968, quando già aveva iniziato a essere usato da alcuni atleti e in ambito medico per terapie riabilitative. Lo costruì l’ingegnere meccanico William Staub dopo aver letto Aerobics, un libro scritto da Kenneth H. Cooper sui benefici dello sforzo aerobico per restare in forma. I primi tapis roulant domestici permisero alle persone di correre al chiuso, permettendo di superare la vergogna di farlo all’aperto.

La Nike e la tecnologia

Negli anni Settanta la corsa e il jogging si diffusero parecchio. Un’importante e successiva svolta la diede la grande società di abbigliamento sportivo Nike:  fu fondata nel 1964 e tra i suoi soci aveva anche Bowerman. Con le sue pubblicità e i suoi prodotti, Nike contribuì nel corso degli anni a rendere la corsa interessante. Il primo famoso spot del 1988 con lo slogan “Just do it” mostra bene come già allora la corsa fosse diventata una cosa non solo buona, ma anche giusta: “Just do it” indica “determinazione, impegno, l’ideale americano del lavorare sodo trasposto nello sport e nell’attenzione per la propria forma fisica”.

 

 

L’ulteriore successo della corsa negli ultimi anni è dovuto probabilmente anche al modo in cui le pubblicità ne hanno cambiato l’immagine, facendola diventare una cosa alla moda.

E poi il resto

Come conseguenza del successo della corsa e del jogging sono arrivati film, libri, canzoni e articoli di giornale che, da anni, la celebrano: sono allo stesso tempo un prodotto della passione per la corsa e un modo per rinnovarla costantemente. Il libro più famoso sull’argomento è forse L’arte di correre del giapponese Haruki Murakami, uscito nel 2006: racconta di quando l’autore ha smesso di fumare e ha iniziato a correre 10 chilometri al giorno, ma ce ne sono molti altri. Qualche mese fa Kathryn Schulz ha invece scritto sul New Yorker un bell’articolo sulla corsa e su quello che si pensa correndo.

 


Immagini di una domenica speciale 1 commento

Ognuno con la propria storia, i propri obiettivi da realizzare.

Tanti volti che raccontano la fatica e la gioia di riuscire a realizzarli.

Alla Firenze Marathon una gran squadra oggi ha portato a casa grandi risultati individuali, ma oggi non era solo maratona, al Trasitrail  di Passignano vince la gara il nostro Gianluca Malancona, e tutti gli altri piazzati a podio. A Spello Angelo Carini si piazza nelle prime posizione e si conferma in ottima forma.

E allora eccoli i volti della Filippide… o quasi tutti.  

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Circuito Avis 2016 Classifiche finali e premiazioni

Ieri con la Straperugia, 8° ed ultima prova in programma, si è concluso il 3° Circuito Avis Interregionale Tosco Umbro 2016. Sul sito pubblicate le classifiche finali 

I vincitori del Circuito sono Nicoletta Sanarelli e Mirko Refi entrambi della Podistica il Campino, sul podio femminile Simona Gattobigio 2° della Filippide e Carmela Mascolo 3° del Subbiano Marathon, mentre il podio maschile vede al 2° posto Ettore Fontani della Podistica il Campino e Giacomo Mazzarelli del Subbiano Marathon.

Premiati inoltre i primi 5 classificati delle rispettive categorie maschili e femminili.

Tutte le foto della Gara e delle Premiazioni a cura di Luc F.

 

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Le rime di Remo “Il Poeta” anno 2016

FILIPPIDE AUMENTA, COME ISCRITTI,  IL PROPRIO UMANO CAPITALE

PORTANDO AD UN NR. NOTEVOLE DI ATLETI L’ORGANICO PERSONALE.

ANCHE QUEST’ANNO, CENA SOCIALE, DELLA FILIPPIDE CHE SI RITROVA

PER IL SUNTO DELLA PASSATA STAGIONE ED IN VISTA DELLA NUOVA.

VI E’ STATO UN AUMENTO A NR. 78 ADULTI ISCRITTI

CON A FIANCO 70 GIOVANI CHE MAI SARANNO SCONFITTI

PERCHE’ IL LORO RITMO NELL’AFFRONTARE LE DIFFICOLTA’ DELLA VITA

LI PRESERVA DAL TROPPO TIMORE DI OSTACOLI O DI IMPERVIA  SALITA.

IL GRUPPO E’ FORMATO DA PERUGINI, TERNANI, SENESI, ARETINI E PRATESI

TUTTI ANIMATI DALL’AMORE PER LA CORSA CHE LI FA DEL TUTTO COESI.

LE PROFESSIONI SONO LE PIU’ DISPARATE, DALL’INGEGNERE ALL’OPERAIO

MA IN CORSA ESISTE SOLO TIZIO, SEMPRONIO OD INVECE CAIO.

I 5 PODISTI CON MINORI SOSTE E QUINDI CON ALL’ATTIVO PIU’ GARE

AFFRONTATE CON UNA SERIA PREPARAZIONE SI’ DA BEN FIGURARE

SONO STATI: PAOLO PELAGRILLI CHE CON BEN 89 GARE NELLA STAGIONE

HA STABILITO UN RECORD DI PROLIFICITA’ DA VERO CAMPIONE –

RISINI FAUSTO SI E’ OVVIAMENTE INSERITO IN QUESTO LOTTO DI RIGORE

DATA LA SUA INDEFESSA LENA DI FORMIDABILE ED INDOMITO CURSORE

PORTANDO A 500 IL TOTALE PRESENZE DI SEMPRE CHE E’ UN PRIMATO

CHE DIFFICILMENTE DA UN FILIPPIDE DEL MOMENTO SARA’ EGUAGLIATO.

PELLEGRINI GIANNI ALLO STESSO MODO E’ STATO FREQUENTE PROTAGONISTA

SI DA ACQUISIRE SENZA USURPARLA, L’IDENTITA’ DI EFFICACE E VERO PODISTA.

GUERRIERI MASSIMO IL DOTTORE CHE VA SEMPRE ACCELERANDO

HA SALTATO SOLO QUALCHE GARA DI QUANDO IN QUANDO.

MERLUZZO MATTEO CON 100 GARE DI PRESENZE TOTALI E CON UN NR. DI 8 VITTORIE

SI CONSACRA DEFINITIVAMENTE PUNTA DI DIAMANTE SENZA TANTE STORIE

E LA PERLA E’ STATO NELLA MEZZA L’1.13.27 CON CUI SI E’ ESPRESSO

UN SIGNOR TEMPO CHE E’ SENZA MENO GARANZIA DI SUCCESSO.

TRA LE DONNE: BILLI FRANCA CON 42 GARE NELL’ANNO HA SEMINATO UN VERO SCOMPIGLIO

NEL MONDO ROSA, CON CENTO PRESENZE TOTALI, ONORATE TUTTE CON FIERO CIPIGLIO.

ALESSANDRA MECARONE CON CLAUDIO SONO ARRIVATI  AL TRAGUARDO

DELLE 50 PRESENZE ACCUSANDO SEMPRE E SOLO UN MINIMO RITARDO.

RUBECA ROSITA SALE SUL PODIO CON 300 PRESENZE AFFRONTATE

SEMPRE CON IMPEGNO INTENSO E IN NESSUN CASO SNOBBATE.

100 USCITE UFFICIALI TOTALI PER SYLVIA VAN DER MALE, L’OLANDESE VOLANTE

CHE A CASA CON 3.15.57 NE HA MESSE DIETRO DECISAMENTE TANTE.

RIFLETTORI A TUTTA SU LAZZERINI GIANFRANCO CHE A FERRARA NELLA CORSA REGINA

HA FERMATO IL CRONO A 2.46.18 PONENDO SUL SUO PALMARES UNA BELLA CILIEGINA.

100 PRESENZE TOTALI ANCHE PER BIONDI RICCARDO L’ELETTRICO GRISSINO

CHE DOPO UNO STOP FORZATO HA RIPRESO A METTERE I PRIMI NEL MIRINO.

SUL GRADINO PIU’ ALTO E’ SALITA 3 VOLTE LA VELOCE LEPRE DELLA CARRAIA

GATTOBIGIO SIMONA CON IL SUO INCEDERE DA FRENETICA LAVANDAIA.

LA GAZZELLA DI PACIANO, CON LA SUA CONTINUA DETERMINAZIONE, MARCO PEPPICELLI

E’ SEMPRE TRA I PROTAGONISTI E NON SOLO QUALCHE VOLTA, PRIMA DI QUELLI.

SUTTON RICHARD CORRE CON GRANDE EFFICACIA E SCIOLTEZZA

EX ARBITRO DI PREMIER LEAGUE E’ DEI MIGLIORI ALL’ALTEZZA.

VOGLIO INFINE RASSICURARE SULLA MIA PERDURANTE MOBILITA’

ANCHE SE UN OCCHIO DISTRATTO PUO’ SCAMBIARLA PER STATICITA’.

IL DR. VIGNAI ELVIO NON SIVEDE DA UN PO’ DI TEMPO QUASI PER NULLA

COMPRESO, CON LA CONSORTE, A RIMIRARE LAVINIA NELLA SUA CULLA.

QUINDI SIGNORI DELLO SPORT PRONTI AL VIA ALLA MATTINA O ALLA SERA

APRENDO LA NS. PERSONALE FARMACIA PER UNA MEDICINA VERA

CHE CI PROCURIAMO CON TANTO CONTINUO E REGOLARE MOVIMENTO

SIA ESSO EFFETTUATO A RITMO SOSTENUTO OPPURE BLANDO E LENTO.

MI SCUSO PER NON AVER POTUTO NOMINARE TUTTI QUANTI

MA UN PLAUSO COMUNE TRIBUTIAMO A TUTTI GLI ASTANTI.

PERO’ NON SIPUO’ CERTO TACERE DI GIOVANNI FARANO

CHE CON PASSIONE E COMPETENZA CI PRENDE PER MANO

CONDUCENDOCI SEMPRE IN ASSETTO SU UNA DIVERSA CONTRADA

DOVE INCONTRIAMO CON PIACERE UNA CARA AMICA: LA STRADA.

 

                                                                                Remo Ascanio, nov. 2016